Come difendersi da Google Panda


By on agosto 24, 2011
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Google Panda è una delle più grandi novità di sempre introdotte da Google nell’algoritmo che determina il posizionamento della pagine  web all’interno dei risultati di ricerca. Con Panda in parole povere, Google ha introdotto determinate istruzioni automatiche, ma anche determinanti processi di selezione manuale che tendono a fare emergere siti web di qualità e penalizzare siti non di qualità.Detta così, si può capire quale ”scalpore” abbia creato nella comunità di coloro che si occupano di ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO) l’introduzione di uno strumento che, principalmente per via matematica, va a valutare se un sito è scritto bene, se ha contenuti utili, se viene apprezzato dai visitatori e così via. Che piaccia o no, Google Panda è stato comunque introdotto per lo spazio web in lingue inglese e via via raffinato nei mesi scorzi. I risultati sono stati quelli che ci si attendeva da un cambiamento così radicale: Siti che hanno perso fino al 90 percento del traffico, siti che hanno visto dimezzato o altri che hanno visto crescere. Considerando inoltre, che molti di questi siti che avevano utilizzato tecniche di posizionamento basando la loro sopravvivenza sulla crescita dell’AUDIENCE, e dell’esposizione della pubblicità, si capisce come Panda potrebbe rivoluzionare un intero settore.

Ecco alcuni consigli utili per difendersi da Google Panda:

[checklist]

  • 1) Assicurati di avere una proporzione adeguata e pubblicità nella sezione above-thef-old delle pagine del tuo sito, impostando la risoluzione del monitor a 1024 x 768 px. Le pubblicità non devono mai essere superiori alle informazione che offri ai tuoi lettori e devono essere meno fastidiose possibili da vedere.
  • 2) Controlla di non avere esagerato con l’ottimizzazione SEO: scrivi in modo naturale, spontaneo, pensando agli utenti e non ai motori di ricerca.
  • 3) Usa i tag NOINDEX e NOFOLLOW per indicare a Google di ignorare le pagine che non ritieni utili.
  • 4) Controlla di non avere link non funzionanti o link che puntino a siti del contenuto ”discutibile” o dannoso per l’utente.

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