Megaupload chiuso!


By francesco on gennaio 19, 2012
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La compagnia Megaupload è sotto accusa per violazione di copyright e delle leggi anti-pirateria, provocando una perdita di oltre 500 milioni di dollari a causa della condivisione illegale di film ed altri contenuti.
La procura federale ha chiuso il maggior servizio mondiale di streaming e file sharing su internet, Megaupload.com, e ha condannato il proprietario e altri membri dello staff per violazione delle leggi di pirateria. Come riporta The Associated Press, l’accusa rivolta alla compagnia è di costare oltre 500 milioni di dollari per gli introiti persi dalla mancata vendita di film ed altri contenuti. Lo stato di accusa è stato aperto dopo che il giorno prima diversi siti sono stati sospesi in segno di protesta, in seguito a due proposte del congresso che ostacolerebbero la pirateria online di programmi TV e film.

Megaupload.com, con i siti del suo network – tra cui Megavideo – è il 13esimo sito più popolare del pianeta.

Grazie! http://attualissimo.it/

Più dettagli…

Il fondatore del sito, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi. Altre due persone sono ricercate e numerose altre due risultano incriminate. L’atto di forza arriva a 24 ore dallo sciopero di internet 1 per protestare contro il Sopa, la legge antipirateria in discussione al Congresso che, secondo molte internet company tra cui Google e Wikipedia, metterebbe a repentaglio la libertà di espressione online.
L’offensiva dei pirati. La risposta degli hacker non si è fatta attendere: anunciando su Twitter l’operazione #OpMegaUpload, l’attacco di alcuni individui legati ad Anonymous ha reso irrangiungibili i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa). In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che “la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare”, garantiva Megaupload, aprendo al dialogo con l’industria dell’entertainment che, scrivevano gli autori del messaggio, “vuole avvantaggiarsi della nostra popolarità”. Di tutt’altro avviso il Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload “ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film – anche prima dell’arrivo in sala – musica, programmi televisivi, libri elettronici e software. Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.

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