I social network urlano a Google: «Don’t be evil»


By on gennaio 25, 2012
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“Don’t be evil” Un plugin che permette al browser di riorganizzare i risultati di ricerca includendo, oltre alle pagine Google+, anche profili Facebook e Twitter, foto di Flickr, liste di Foursquare, FriendFeed, GitHub, LinkedIn, MySpace, Quora, Tumblr e così via. Così se un utente ricerca su Google il termine “Ferrari” vedrà apparire anche le pagine create dai fan su Facebook o i profili ufficiali su Twitter, che in aggiunta ai correlati già presenti su Google+, completeranno la ricerca personalizzata per il singolo utente. Lastampa.it

Lo hanno chiamato ironicamente Don’t be Evil (non essere il Male), che è poi il motto scelto da Google in tempi non sospetti per esaltare il suo orientamento super partes, e ci mostra in buona sostanza come avrebbe dovuto essere Google Search Plus Your World se a mountain View avessero davvero guardato alla rilevanza dei risultati piuttosto che ai propri interessi.
Il tool nato dalla collaborazione del tre colossi segue la filosofia espressa sul sito focusontheuser.org, fondato da Black Ross (in forze a Facebook dopo un passato a Netscape) cui si sono aggiunti programmatori da Twitter e MySpace.

La società del CEO Larry Page deve anche difendersi dalle critiche di alcuni esperti SEO e responsabili di siti web e blog, sull’implementazione di Google Panda negli algoritmi di ricerca e nelle Serp di Google per i siti italiani. A tal proposito, gli sviluppatori di BigG hanno messo in Rete un modulo per la segnalazione di siti web con articoli copiati.

Fra i primi a puntare il dito contro gli ingegneri di Mountain View sono stati gli amministratori di Twitter. Già a poche ore dal lancio di Search plus your world si dicevano “sconcertati del fatto che i cambiamenti imposti da Google renderanno la ricerca delle informazioni più ardua per chiunque. Pensiamo non sia cosa buona per le persone, per gli editori, per il giornalismo e per gli utenti di Twitter” BigG, da parte sua, aveva tirato in ballo una vicenda contrattuale: “Siamo un tantino sorpresi dal commento di Twitter a proposito di Search plus your world, perché hanno scelto loro di non rinnovare l’accordo con noi la scorsa estate e da allora abbiamo osservato le loro istruzioni di rel=nofollow”. Webmasterpoint.org

Personalmente credo che il fatto del plugin non incida molto con le nuove ricerche di Google e che la gente specialmente gli Italiani non lo useranno (F.G)

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