Sistema antifurto: come è fatto


By +BGSOLUTIONALLARMIESICUREZZAPERLATUACASA on marzo 31, 2013
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Sistema antifurto: come è fatto

Difendere i propri beni – e la propria casa – da visite indesiderate, dai malintenzionati e dai ladri, è una scelta molto importante, che ognuno di noi dovrebbe pensare di compiere, soprattutto nei casi in cui si abiti in zone particolarmente pericolose.

Spesso si è “bloccati” in questa scelta, perché si ritiene che l’installazione di un sistema di allarme sia costosa soprattutto nel caso in cui si scelga di rivolgersi ad un professionista oppure ad una azienda specializzata nel settore, o poco sicura nel caso invece in cui si decida di affidarsi alle proprie competenze installando autonomamente l’antifurto.

In realtà, la scelta di acquistare autonomamente i prodotti per implementare il sistema d’allarme non è così sbagliata né così difficile come si crede: basta avere un po’ di accortezza, un po’ di “ingegno” e naturalmente è anche necessario informarsi sulle varie tipologie di antifurto, avendo così bene in mente una panoramica chiara e stabilita.

In commercio, infatti, al giorno d’oggi esistono diverse tipologie di sistema di allarme, che hanno dei costi variabili a seconda delle esigenze a cui rispondono: ci sono i sistemi di antifurto semplici o quelli più complessi, dotati anche di una certa flessibilità per far circolare liberamente gli animali domestici in casa o dotati di parzializzazione per difendere il perimetro dell’abitazione lasciando che gli abitanti si muovano liberamente al suo interno. A seconda della grandezza degli spazi da difendere e di diverse variabili, il costo del materiale può variare, e naturalmente esso va ad aumentare nel momento in cui si aggiunge la manodopera, necessaria in alcuni casi ma ovviamente non in tutti; per coloro che conoscono un po’ di nozioni in impianti elettrici e che hanno una certa manualità, non sarà infatti così difficile implementare autonomamente, e senza costi aggiuntivi, il proprio sistema di antifurto.

Ma com’è fatto un sistema di antifurto?

Un sistema d’allarme è generalmente un dispositivo composto in maniera tale da rilevare ogni tipo d’intrusione esterna e di avvertire nella maniera più adeguata i proprietari o le forze dell’ordine di un eventuale furto o di una eventuale intrusione da parte di malintenzionati.

Per rendere possibile tutto questo, sono quattro le parti di cui è composto un antifurto: la centrale – ovvero la parte principale, il “motore” del sistema d’allarme, a cui fanno capo tutti gli altri dispositivi -; le periferiche d’ingresso – ovvero i sensori essenziali per rilevare l’intrusione -; le periferiche d’uscita – ovvero i sensori che “comunicano” con l’esterno -; e i dispositivi di comando.

La centralina d’allarme è naturalmente la parte più importante di un sistema di antifurto: si tratta, come abbiamo anticipato, del “cuore” dell’antifurto, il motore da cui si dispiegano tutte le funzioni del sistema d’allarme, e da cui prendono ordini tutti i dispositivi ad essa collegati. Essa è alimentata in due modi diversi (si parla infatti di alimentazione primaria e secondaria): la prima prende corrente dalla rete e la trasforma in bassa tensione per distribuirla alle periferiche collegate; la seconda invece è una batteria. La centralina raccoglie e analizza tutti dati ricevuti dai sensori e stabilisce se inviare un segnale di allarme o meno. Ad essa vanno collegati, appunto, i sensori d’ingresso, che hanno il compito di rilevare le intrusioni esterne (ve ne sono di diversi tipi a seconda del tipo di protezione che si vuole dare alla casa); i sensori d’uscita, che hanno il compito di avvisare, tramite allarme o messaggio alle autorità competenti, un eventuale furto; e i dispositivi di comando, ovvero telecomandi o altri dispositivi che hanno il compito di attivare e disattivare il sistema d’allarme.
Antifurto

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