Le periferiche d’uscita: i combinatori telefonici


By on marzo 31, 2013
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Le periferiche d’uscita: i combinatori telefonici

Un ruolo fondamentale in un sistema di antifurto è ricoperto dalle periferiche d’uscita, anche conosciute come attuatori: questo ultimo nome – per la verità non molto comune – deriva dal fatto che queste periferiche hanno il compito di “attuare” e rendere quindi attive le informazioni generate dalle periferiche d’ingresso, ovvero dai vari sensori che hanno rilevato l’intrusione o il guasto nel sistema d’antifurto.

Il modo in cui questi attuatori rendono possibile tutto ciò è abbastanza chiaro: essi comunicano, in due o tre diverse modalità, l’avvenuta intrusione nell’area protetta, non solo per dare un chiaro segnale ai malintenzionati – che, spaventati dall’allarme, potrebbero scappare desistendo dal loro obiettivo – ma anche per informare la polizia o le forze dell’ordine che in quella data abitazione sta avvenendo qualcosa di anomalo.

Le modalità di comunicazione sono differenti a seconda del tipo di sensore collegato al sistema di antifurto: in generale, gli attuatori possono essere le sirene (da interno o da esterno); i combinatori telefonici (che comunicano attraverso il telefono); e i comunicatori digitali, ovvero delle periferiche che hanno il compito di inviare i codici di allarme alla Centrale di Monitoraggio con i dati dell’impianto e la tipologia di allarme.

Se le sirene hanno lo scopo di “fare rumore”, ovvero di rendere immediato l’allarme comunicando il pericolo imminente, i combinatori telefonici hanno una funzione ancora più importante: le sole sirene, infatti, poco farebbero senza che l’allarme venisse comunicato alle forze dell’ordine o a chi di competenza. Esse infatti sono state appositamente studiate per lanciare l’allarme, ma se nelle vicinanze non c’è nessuno pronto a “fare qualcosa”, i ladri potrebbero sentirsi indisturbati e continuare ad agire.

I combinatori telefonici, quindi, servono a raccogliere l’informazione lanciata dalla sirena, e ad inviare l’informazione ad alcuni numeri telefonici, a scelta del padrone di casa. Le modalità con cui avviene tutto ciò sono variabili: si può infatti scegliere la modalità “chiamata”, “sms”, “foto” o “video”, che verranno inoltrate ai numeri scelti in precedenza.

La modalità chiamata è molto semplice: l’apparecchio collegato al sistema d’allarme invia una telefonata ad un minimo di tre numeri telefonici ed un massimo di otto, per informare non solo di una eventuale intrusione ma anche di un guasto dell’impianto; il sistema di messaggistica funziona allo stesso modo, con la differenza che anziché ricevere una telefonata, i numeri prescelti riceveranno un messaggio di lettura sul proprio numero di cellulare; per quel che riguarda invece la comunicazione attraverso foto o video, è necessario che entrambi i dispositivi – ovvero l’apparecchio inviante l’informazione ed il telefono ricevente – siano adibiti all’invio ed alla ricezione di immagini e video.

È consigliabile immettere più numeri possibili, in maniera tale da consentire un margine di sicurezza piuttosto ampio: almeno un destinatario riceverà l’informazione e provvederà a dare l’allarme. Il combinatore telefonico può funzionare sia tramite presa tripolare – la linea PSTN – sia tramite GSM, anche se l’uno non esclude l’altro; inoltre, alcuni modelli più avanzati permettono di inviare comandi all’impianto via tastiera del telefono una volta ricevuto l’allarme. Naturalmente, il costo di questi attuatori è variabile a seconda del loro utilizzo e dei servizi “aggiuntivi” che gli vengono affidati.
Antifurto

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