Le periferiche d’uscita: le sirene


By +BGSOLUTIONALLARMIESICUREZZAPERLATUACASA on aprile 5, 2013
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Le periferiche d’uscita: le sirene

In un sistema di allarme che si rispetti, non possono naturalmente mancare le periferiche d’uscita, ovvero quei sensori che rilevano le informazioni dalle periferiche d’ingresso e comunicano immediatamente una eventuale intrusione, prevenendo così furti e rapine.

Se le periferiche d’ingresso – ovvero i vari sensori infrarossi, a microonde, a doppia tecnologia o i contatti magnetici – hanno il solo scopo di rilevare una anomalia di movimento nei modi più disparati a seconda del tipo di sensore, le periferiche d’uscita hanno l’obiettivo di trattenere queste informazioni per comunicare, attraverso un allarme o un messaggio – a seconda del tipo di sensore – che l’ambiente protetto dal sistema d’allarme sta subendo una effrazione.

In un certo senso, le periferiche d’uscita rappresentano la “voce” del sistema d’allarme, laddove la centralina è il cuore, e le periferiche d’ingresso gli occhi: esse comunicano, con un allarme oppure con un messaggio inviato sul telefono dei padroni di casa o alle forze dell’ordine, che in casa sta avvenendo qualcosa di indesiderato. Talvolta accade che il messaggio si riveli successivamente un “falso allarme”, e questo è naturalmente ancora un piccolo problema da risolvere che è derivante soprattutto dal tipo di sensore a cui ci si affida: nel caso delle periferiche d’ingresso, per esempio, i sensori ad infrarossi passivi sono i più affidabili perché limitano al massimo i falsi allarmi.

Le periferiche d’uscita più comuni si suddividono quindi in due tipologie: le sirene – ovvero la “voce” vera e propria, che lancia un allarme non appena viene rilevata una anomalia – ed i messaggi o le chiamate, che servono invece ad avvisare il prima possibile la polizia del furto in atto.

Le sirene si suddividono, a loro volta, in due tipologie: da un lato vi sono le sirene da interno – utili per segnalare l’allarme all’interno dell’area protetta – e dall’altro le sirene da esterno. Vediamole nel dettaglio.

Le sirene da interno, come ci suggerisce la stessa parola, servono per comunicare attraverso l’allarme all’interno dell’area protetta: sono particolarmente utili, per esempio, nel caso si vogliano attivare le segnalazioni di allarme in modalità parziale, ovvero quando si vuole attivare la parzializzazione, permettendo agli abitanti della casa di muoversi liberamente al suo interno senza che si attivi l’allarme. Le sirene da interno fungono in qualche caso anche da pre-allarme, per segnalare un ritardo di ingresso o di uscita.

Le sirene da esterno, invece, sono dei veri e propri allarmi – chiaramente più forti delle sirene da interno – che vengono attivati quando l’area protetta è in pericolo, quando si sta verificando una intrusione o un ingresso non desiderato: esse sono segnalatori acustici e luminosi che generalmente vengono collocati all’esterno di una abitazione. Di solito, infatti, esse vengono collocate in posti visibili ma non facilmente accessibili, quindi per comunicare attraverso la luce ad intermittenza la provenienza dell’allarme senza però che sia facile per il ladro manomettere la sirena stessa; in ogni caso, proprio per evitare che la sirena smetta di funzionare a causa di una manomissione “veloce” – come la recisione dei cavi di collegamento – esse sono anche dotate di batteria.
Antifurto

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