Le periferiche d’ingresso: i sensori di allarme


By on aprile 4, 2013
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Le periferiche d’ingresso: i sensori

Un sistema di allarme è un dispositivo che comunica, attraverso diversi sensori, una eventuale intrusione esterna, prevenendo così furti e rapine all’interno di un ambiente, che può essere una casa, un negozio, oppure un locale, o un garage.

Generalmente il sistema di allarme è composto di quattro parti, che “lavorano” tutte insieme per rendere funzionante l’antifurto e naturalmente utile al suo scopo.

Oltre alla centralina d’allarme, che rappresenta il cuore dell’antifurto ed il motore dal quale si dipanano tutte le altre funzioni dell’antifurto, una parte importante nella struttura di un sistema di allarme è data dalle periferiche, che si distinguono in periferiche d’ingresso ed in periferiche d’uscita: le prime si distinguono dalle seconde per funzionalità e composizione, in quanto esse servono sostanzialmente a rilevare un’eventuale intrusione nel perimetro che stanno proteggendo, mentre le seconde hanno lo scopo di comunicare, attraverso un allarme, il furto o l’intrusione in atto.

Se la centralina d’allarme è il cuore dell’antifurto, le periferiche d’ingresso, potremmo dire facendo un piccolo paragone, rappresentano gli “occhi”: esse infatti “guardano” attentamente l’ambiente prendendosene cura ed attivando dei sensori in grado di rilevare qualunque presenza indesiderata o ingressi sospetti.

Le periferiche d’ingresso sono quindi dei sensori, importanti per rilevare immediatamente il pericolo: naturalmente, i sensori utilizzati per questo scopo sono di diverso tipo, a seconda delle esigenze e delle necessità di chi implementa il sistema di antifurto.

Per chi si affida al fai-da-te, preferendo quindi una installazione non professionale, potrebbe essere difficile comprendere a che tipo di sensore affidarsi o quale preferire, e per questo motivo il nostro articolo vuole essere una fonte di informazione per tutti coloro che stanno pensando di inserire un sistema d’allarme nella propria casa ma non sanno esattamente a cosa affidarsi.

Fermo restando che, qualunque sistema di sicurezza si scelga di acquistare, è fondamentale che esso abbia un marchio certificato che ne garantisca la qualità, i sensori sono differenti a seconda del tipo di protezione necessaria e richiesta: esistono infatti i sensori microonda, i sensori a doppia tecnologia, quelli ad infrarosso passivo, eccetera.

I sensori infrarosso passivo sono sicuramente quelli più comuni: rispetto agli altri tipi di sensori, questi sono molto più utilizzati per uso “familiare”, ovvero per ambientazioni domestiche, per ambienti piccoli e per le installazione domestiche in genere. Si chiamano “passivi” in quanto, rispetto ad altri tipi di sensori, come i sensori a microonda, questi sensori si limitano a rilevare la variazione di temperatura in un ambiente, e sono particolarmente immuni ai falsi allarmi; i sensori a microonda, invece, per quanto siano sicuri ed offrano un alto livello di protezione, necessitano quasi sempre di particolari attenzioni installative: questo è uno dei motivi per i quali generalmente sono più indicati in applicazioni di media e alta sicurezza; tra i meno difficili da installare – ma ciò è variabile a seconda che si tratti di installazioni filari o a batteria – vi sono i contatti magnetici: essi sono particolarmente utili per bloccare porte e finestre attraverso dei magneti che segnalano lo stato di apertura o chiusura; la doppia tecnologia, infine, – ovvero i sensori infrarossi più microonda – è generalmente una delle più sicure in fatto di sicurezza, con un rapporto qualità-prezzo davvero ottimale.
Antifurto

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