Antifurti e animali domestici


By on marzo 29, 2013
Prev1 of 1Next

Antifurti ed animali domestici

La scelta del tipo di antifurto da implementare per difendere la propria casa da attacchi esterni è influenzata da diversi fattori: da un lato c’è il problema “economico” – ovvero relativo a quanto costerà installare il sistema di allarme – ma dall’altro esiste un fattore di cui non tutti si pongono il problema, e che è legato ad una esigenza di tipo pratico e funzionale a cui vogliono dare risposta soprattutto i proprietari di animali domestici.

Questo articolo vuole essere un suggerimento ed una breve guida per rispondere alle esigenze di tutte quelle persone che possiedono un animale domestico di piccola o grande taglia e si pongono il problema di far conciliare la scelta dell’antifurto per la casa con la presenza dell’animale.

Si da infatti per scontato che un cane o un gatto girino liberamente per le stanze dell’abitazione, e questo può essere un problema per chi decide di installare un antifurto, in quanto con la presenza dell’animale in casa il sistema di allarme potrebbe scattare anche senza che vi sia un pericolo reale.

La domanda è semplice: come fare in modo che il nostro animale continui a vivere serenamente in casa senza intaccare la sicurezza e l’affidabilità del sistema di allarme che vogliamo implementare? Siamo forse costretti a rinunciare al sistema di antifurto?

Naturalmente le soluzioni al problema esistono, molte delle quali sono anche più semplici di quanto non potremmo immaginare.

La soluzione numero uno  – la più semplice in assoluto, ovvero quella che non influenza la scelta dell’antifurto da utilizzare per proteggere la casa da ingressi e visite indesiderate da parte di ladri e malviventi – consiste nel “confinare” l’animale domestico in un’area della casa che non sia dotata di sensori volumetrici, o che abbia solo una finestra non accessibile dall’esterno e che comunque sia protetta solo da un contatto di apertura: si tratta di una soluzione veloce, semplice ed efficace, che non crea problemi o interferenze con l’installazione dell’antifurto e che non “costringe” il proprietario dell’abitazione a progettare un impianto di sicurezza ad hoc.

La seconda soluzione è invece un po’ più complessa ma ha il vantaggio di mettere l’animale a proprio agio e di mantenere inalterate le sue abitudini: si tratta di installare dei sensori specifici in grado di distinguere la figura umana da quella animale e di “considerare” quindi non un pericolo la presenza dell’animale in casa. Questi sensori specifici si chiamano “sensori a microprocessore” o sensori volumetrici, i quali misurano il calore emesso da un corpo, senza però discriminare se la fonte di allarme è un essere umano o un animale: ogni azienda di sistemi di sicurezza è dotata di questi sensori, che vanno installati liberamente per la casa in maniera tale da eliminare del tutto il “problema”.

Lo svantaggio è che questi sensori vanno spesso attivati a prescindere dal sistema di allarme, e questo può rappresentare un problema di tipo pratico perché se ci si dimentica di attivare il sensore si rischia di avere conseguenze antipatiche e fastidiose; inoltre, questi sensori sono un po’ costosi, e questo potrebbe far desistere dall’installazione dell’antifurto stesso, ma se si opta per una installazione fai-da-te acquistando comunque prodotti di qualità il risparmio è assicurato!
[forumServer]

Prev1 of 1Next
{lang: 'it'}

Commenta!

comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*