Apple accelera la produzione di chip a 28 nanometri per diminuire la dipendenza da Samsung


By on aprile 18, 2012
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Siamo alle solite, Apple e Samsung, i due maggiori produttori di dispositivi mobili attualmente presenti sul mercato, il quale business si intreccia su diversi fronti, continuano nella loro lotta uno contro l’altro senza riserva di colpi. Da una parte le due aziende si stanno confrontando a livello legale nei tribunali di mezzo mondo per questioni legate a brevetti e design dei propri dispositivi, ma dall’altra parte le due risultano essere collegate in maniera importante per quanto attiene i rapporti tra cliente e fornitore.

Apple infatti utilizza, per i propri dispositivi mobili quali iPhone ed iPad, componenti hardware prodotti da Samsung in grosse quantità, tanto che l’azienda coreana risulta essere uno dei maggiori fornitori di Apple. Ma viste le ultime vicissitudini, l’azienda con sede in Cupertino, vuole diminuire la dipendenza da Samsung cercando di guardarsi intorno per trovare dei nuovi fornitori in grado di soddisfare le proprie esigenze.

L’operazione non è così semplice, sono pochi infatti i produttori in grado di fornire la qualità e sopratutto la quantità ora prodotta da Samsung, ma Apple sta lavorando per ovviare a questa problematica, partendo da quelli che sono gli approvvigionamenti per i chip dei propri dispositivi mobili. L’azienda infatti a richiesto a TSMC Taiwan Sermiconductor Manufactoring Company  di aumentare la produzione dei chip a 28 nm, i quali andranno a sostituire gli attuali chip A5 ed A5X montati sui dispositivi mobili attualmente in commercio. Questa tecnologia di microprocessori a 28 nanometri rappresenta una vera rivoluzione in tale settore, ma questi chip hanno bisogno ancora di sviluppo e sopratutto di tempi di produzione elevati rispetto ai processori normali, tanto da non permettere a TSMC quantitativi di produzione elevati. L’aumento della produzione richiesto da Apple, ha come scopo quello di diminuire la dipendenza da Samsung per la fornitura di tale componentistica, introducendo quindi guadagni su più fronti per l’azienda della mela.

 

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