Il Digiuno Fa Bene: Nei Modi Giusti Può Prevenire il Cancro

Digiuno
Digiuno

Da tanti anni è in corso un dibattito: il digiuno fa bene ed è un’ottima abitudine, se praticato in modi e tempi giusti, o è pericoloso per la salute?
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica americana Cell Stem Cell sembra dare una risposta positiva alla prima domanda: a quanto pare, il digiuno fa bene all’organismo, se viene praticato per quattro giorni al mese. Sembra troppo, in effetti, ma il professore di biogerontologia Valter Longo, che è anche direttore dell’Istituto sulla longevità all’University of Southern California a Los Angeles, ha spiegato al Corriere della Sera:

Periodi prolungati di digiuno, correttamente gestiti dagli specialisti, innescano cambiamenti nel sistema immunitario e una sua rigenerazione stimolando il rinnovamento delle cellule staminali.

Viene da pensare che per quattro giorni di digiuno le persone non abbiano le forze di fare nulla, e ci si chiede come possano affrontare una vita di lavoro o sport o giornate con figli piccoli iperattivi. Ma tant’è, e il digiuno fa bene e potrebbe essere un “lusso” per chi non deve farsi in quattro.

Valter Longo ha spiegato, sempre al Corriere della Sera, come si è sviluppato lo studio:

Per sei mesi abbiamo sottoposto i volontari a periodi di digiuno di quattro giorni rendendoci conto che il sistema immunitario si libera delle cellule inutili, non necessarie, mentre è spinto a rimettere in azione in modo naturale, come accadeva nei momenti della nascita e della crescita, le cellule staminali capaci di assicurare la rigenerazione… Potenzialmente riteniamo che questa pratica sul cibo favorisca l’eliminazione di cellule anomale, precursori di cellule cancerogene.

Insomma, per farla breve il digiuno fa bene, e può anche aiutare a prevenire la formazione di neoplasie, quindi di tumori, con la conseguenza che ci allunga la vita.

Le ricerche stanno proseguendo in questo senso, e nei prossimi mesi ci saranno altre decine di volontari che si sottoporranno all’esperimento, in modo da offrire ai ricercatori una migliore statistica sul campo.

Fonte: Corriere
Foto tratta dalla rete

Commenta!

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*