Parlare ai Bambini Entro i Primi 12 Mesi Aiuta lo Sviluppo Cognitivo

Parlare ai bambini, nei primi dodici mesi di vita, influenza in maniera radicale il loro sviluppo cognitivo.

Anche se sembra incredibile, visto che i neonati non capiscono di certo tutto quello che i genitori gli dicono, perlomeno nei primi mesi di vita, parlargli è fondamentale.

Uno studio condotto da una equipe di neuroscienziati della Emory University’s School of Medicine e da un gruppo di ricercatori del Nell Hodgson Woodruff School of Nursing ha evidenziato come i bambini che nascono nelle famiglie più istruite hanno ascoltato in media ben 30 milioni di parole in più rispetto ai bambini che nascono in famiglie non istruite e/o povere. Questo entro i primi tre anni di vita.

Il divario, come è evidente, è impressionante, e purtroppo per i bambini che non sono esposti a un così vasto numero di vocaboli il futuro potrebbe essere più difficile, a livello cognitivo.

Infatti il cervello, sin da bambini molto piccoli, comincia a svilupparsi anche e soprattutto in relazione al linguaggio.
Si è visto, a rafforzamento di questa tesi, come per esempio i bambini che hanno genitori che parlano due lingue differenti, e che quindi imparano contemporaneamente due lingue, avranno delle performance molto migliori, a livello cognitivo, rispetto a quelli cresciuti con genitori di uguale nazionalista e che parlano un’unica lingua in famiglia.
Imparare le lingue, o anche solo ascoltare i genitori parlare usando un vocabolario più ampio possibile, aiuta i piccoli a sviluppare la memoria, ad evolversi dal punto di vista emotivo: tutte cose che attivano i neuroni, aiutando lo sviluppo del cervello.

Nei primi dodici mesi di vita, i neuroscienziati consigliano di parlare spesso e tanto al bambino, sempre lentamente e guardandolo negli occhi, guidandolo con le parole in ogni loro attività di esplorazione mediante il gioco. Per il suo futuro si rivelerà un tesoro molto prezioso.

Foto tratta dalla rete

neonato
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