Adolescenti Malati di Tumore: Mancano Protocolli di Cura e Reparti

Gli adolescenti che si ammalano di cancro hanno meno possibilità di sopravvivenza rispetto ai bambini e alle persone adulte, perché per loro non ci sono, negli ospedali, dei reparti e dei protocolli specifici di cura.

È questa la drammatica allerta lanciata da Andrea Ferrari, oncologo dell’Istituto dei Tumori di Milano. Il medico, fondatore di “Siamo”, un progetto che mira a porre l’attenzione proprio sugli adolescenti con malattie onco-ematologiche, ha dichiarato in un comunicato riportato su diversi portali tra cui La Stampa:

Per loro non ci sono reparti negli ospedali, né protocolli di cura abbastanza specifici. Così, a parità di condizione clinica, gli adolescenti hanno minori probabilità di sopravvivenza e guarigione rispetto a bambini e adulti.

I tumori colpiscono, ogni anno, dagli 800 ai 1000 adolescenti, nel nostro Paese. Per fortuna non sono moltissimi, ma il problema resta e merita un’attenzione maggiore rispetto a quella che gli è stata riservata finora.

La Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di rilanciare “Gold for Kids”, che sostiene le cure anticancro per gli adolescenti. Il celebre oncologo ha dato il suo parere su questa drammatica situazione:

Senza dubbio molto è stato fatto e a guarire è oltre il 70 per cento degli adolescenti che si ammalano di tumore. Ma i ragazzi di quest’età non sono considerati abbastanza da sanità e ospedali, nonostante alcuni tumori, specie quelli delle ossa, siano specifici proprio degli adolescenti. Per loro proponiamo la nascita di mini-reparti negli ospedali, vicini all’oncologia pediatrica ma separati. Lì si potrà curarli meglio, senza rischiare ripercussioni a livello psicologico.

Con il supporto di “Siamo” del Dr. Andrea Ferrari, la Fondazione Veronesi intende favorire l’apertura di reparti specializzati per gli adolescenti malati di tumore.

Oggi solo due centri in Italia hanno quest’attenzione specifica per le cure oncologiche sugli adolescenti: l’Istituto Tumori di Milano e il Cro di Aviano. Noi vogliamo coinvolgerne altri, creare una rete di ospedali accreditati dal punto di vista scientifico come centri d’eccellenza in questo campo. Il passo successivo sarà l’accreditamento ministeriale, ma per adesso abbiamo scelto di saltarlo: è un iter che passa attraverso le Regioni e spesso sulla base di criteri politici.

E noi ci auguriamo che si possa presto fare qualcosa.

Foto tratta dalla rete
Fonte: La Stampa

Adolescente
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