Dismorfofobia: Casi in Aumento. Uscirne Si Può

È facile deprimersi guardando uomini e donne bellissimi al cinema o sulle passerelle di moda, oppure provare invidia verso persone anche comuni che hanno avuto dalla natura (o dal chirurgo plastico) il dono di apparire meravigliosamente dotati.

Dismorfofobia
Dismorfofobia

Capita a tutti, anche alle persone belle, di scoraggiarsi per qualche difetto fisico o non sentirsi all’altezza, in certi giorni. Certe volte basta un vestito nuovo, un trucco indovinato o qualche altro stratagemma per sentirsi di nuovo a posto. Ma ci sono persone che invece, pur avendo un aspetto normalissimo, se non addirittura bello, soffrono un grave disagio psicologico nel momento in cui si guardano allo specchio. Si trovano deformi, bruttissimi, e quando escono di casa sono convinti che la gente li guardi con commiserazione o disgusto, e tendono a coprire la parte del corpo che detestano e li fa stare male.

Questo disturbo, che sta crescendo e che colpisce, secondo gli ultimi studi, 20 persone su 1.000, si chiama dismorfofobia. È, come dice l’origine della parola, la paura di essere deformi, di non essere normali.

I giornali, qualche settimana fa, avevano travisato una dichiarazione della splendida attrice Laura Chiatti, scrivendo che soffriva anche lei di questo disturbo: lei ha smentito categoricamente, dicendo che si sente bruttina solo in certi momenti, come capita a tutti.

Ma, chiarito questo equivoco, il disturbo è diffuso anche tra persone considerate belle. Si tratta chiaramente di un disturbo di natura psicologica, che può associarsi a un disturbo ossessivo-compulsivo.

Questo porta, nella grande maggioranza dei casi, a rifare chirurgicamente la parte o le parti del corpo che non si accettano, e tra gli uomini, neanche a dirlo, la parte più scelta per i ritocchi è il pene. Le donne, invece, scelgono spesso il seno, il naso, le labbra e il sedere.

Le fissazioni possono però diventare anche più estreme, e portare al suicidio, nei casi più gravi.

Ma come si può uscire da questo disturbo?
Sembra, stando agli studi in merito, che la terapia più efficace sia la psicoterapia cognitivo-comportamentale, usata in patologie che hanno a che fare con l’ansia, le paure immotivate e l’umore.

Questa terapia, se eseguita correttamente da psicologi o psichiatri, porta il paziente a riacquistare la fiducia in sé, a cancellare i pensieri negativi e a fronteggiare le situazioni negative in merito al problema.

Foto: Shutterstock

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