Allarme Aids: Pandemia nei Prossimi 20 Anni per Resistenza dell’Hiv

HIV
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Sono stati fatti molti progressi nella cura dell’AIDS, tanto che ad oggi i pazienti hanno un’aspettativa di vita decisamente più lunga che negli anni 80, quando la malattia ebbe un boom.
Ma stando a quanto riporta il quotidiano inglese The Independent, l’AIDS potrebbe tornare ad essere una pandemia entro i prossimi venti anni.
A lanciare l’allarme è stato il direttore del Wellcome Trust, tra le più note fondazioni di ricerca del pianeta, Jeremy Farrar.
Il problema è che il virus responsabile dell’AIDS, l’Hiv, è in grado di mutare e quindi con il passare degli anni diventerà sempre più resistente ai farmaci ora in uso.

Una nuova pandemia con lo spettro dell’hiv resistente ai farmaci è una possibilità reale e può avere un enorme impatto nei prossimi 20 anni, se i farmaci, che finora hanno consentito notevoli miglioramenti nell’aspettativa di vita dei pazienti, diventeranno meno efficaci. È inevitabile che la resistenza all’hiv aumenti, perché si tratta di un virus che può mutare facilmente

Cambiare le composizioni dei farmaci non è certo semplice, come è naturale che sia:

Le opzioni terapeutiche per il virus non sono infinite. Non è quindi irragionevole pensare che una pandemia di hiv possa ritornare. È una possibilità abbastanza reale.

L’unico modo quindi è continuare a sviluppare nuovi composti, e in questo la ricerca ha un ruolo chiave. La classe dirigente, fa notare Farrar, dovrebbe creare un’organizzazione globale per rispondere alle minacce di questi virus e batteri come hiv e malaria che mutano e quindi diventano progressivamente più resistenti ai farmaci.

Dico ai politici: non voglio vedere i miei figli, i figli o anche me stesso in ospedale con un’infezione incurabile. Vorrebbero essere nel governo in carica quando il servizio sanitario cadrà perché non si è agito con sufficiente anticipo per assicurarsi nuovi antibiotici e conservare quelli che abbiamo?

La risposta a questa domanda la daranno, appunto, solo i governi mondiali, a cui spetta la decisione di finanziare la ricerca.

Fonte: Independent
Foto tratta da Anddos.org

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