Disidrosi: I Fattori di Rischio e i Metodi per Non Accentuarla

La stagione estiva è un brutto momento per le persone soggette a disidrosi, perché con il caldo il disturbo si può accentuare.
La disidrosi, anche nota come pompholix o eczema disidrotico, è una forma di dermatite non infiammatoria caratterizzata da vesciche profonde o in rilievo, a seconda dei casi. Nella forma più grave, la disidrosi può anche portare chi ne soffre ad avere delle escoriazioni, desquamazioni della pelle, ferite che portano alla luce la pelle viva, e ispessimenti della pelle che sono fastidiosi e dolorosi, e possono anche impedire lo svolgimento delle attività quotidiane, con una ricaduta anche a livello psicologico.

La disidrosi può essere causata da diversi fattori: spesso ci sono delle allergie alimentari alla base (o disturbi come la celichia, per esempio), oppure dele infezioni intestinali.
In altri casi il motivo possono essere delle infezioni di carattere batterico o micotico.

Anche l’acqua della piscina o del rubinetto di casa, se trattata eccessivamente con il cloro (un disinfettante) può portare all’insorgenza della disidrosi.

Purtroppo la causa precisa della disidrosi non si conosce, e a volte questo disturbo può durare anche molti mesi, e ritornare (recidivo).

I fattori di rischio sono spesso lo stress, l’esposizione a metalli come il nichel e il cromo, l’eccessiva umidità e anche le allergie stagionali, come la febbre da fieno.

Per evitare che la disidrosi peggiori, è bene limitare il contatto della parte interessata con l’acqua, i profumi e altre sostanze chimiche irritanti ed evitare nichel e cromo.

Lo stress, che in alcuni casi può essere la causa scatenante, andrebbe gestito al meglio, magari con dello sport o delle attività rilassanti come la lettura, l’ascolto della musica o tutto ciò che fa star bene la persona.

Foto tratta dalla rete

Disidrosi
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