La Sedentarietà: Chiesto il Riconoscimento come Patologia

La sedentarietà, che colpisce sempre più persone, potrebbe essere riconosciuta in via ufficiale come una vera e propria patologia.
Con più di 24 milioni di persone che preferiscono il relax sul divano ad una qualunque attività fisica, il nostro Bel Paese si candida ad entrare nella classifica delle nazioni con il più alto tasso di sedentarietà e quindi di pigrizia al mondo. Al momento siamo al 17esimo posto! Essere sedentari vuol dire essere destinati ad ammalarsi, perché la sedentarietà è una delle cause dell’insorgenza di molte malattie, ed è per questo motivo che andrebbe riconosciuta come patolgia dal Servizio Sanitario Nazionale. A chiederlo è anche la Federazione medico sportiva italiana: l’indice di inattività nel nostro Paese riguarda oltre il 42% dell’intera popolazione, ed è un dato estremamente preoccupante.

La sedentarietà riduce in maniera significativa la neuroplasticità (la capacità del cervello di trasformare i suoi componenti) e persino le dimensioni dell’ippocampo: questo significa che invecchia il cervello. Trascorrere troppo tempo seduti predispone anche a disturbi cardiovascolari, al diabete e ad alcuni tipi di tumore.

A proposito di questo, uno studio pubblicato sul Journal of National Cancer Institute, ha evidenziato che le persone che trascorrono più ore del giorno sedute, senza mai svolgere attività fisica, hanno fino al 66% di possibilità in più di sviluppare tumori rispetto a chi si muove, passeggia o fa sport durante l’arco della giornata.

L’attività fisica, intesa anche come delle semplici passeggiate di almeno 20 minuti ogni giorno, sono indicati anche nella terza età. Difatti, stando ai dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, i decessi per le cosiddette “non communicable diseases” sono in forte aumento. Queste morti premature potrebbero diminuire se si cominciassero a svolgere regolarmente delle attività per tenere sempre attivo il corpo e di conseguenza anche il cervello.

E pensare che basterebbe davvero poco per lasciarsi alle spalle la sedentarietà e trasformarsi da pigrone a persona “attiva”: sarebbero sufficienti delle brevi passeggiate, evitare di prendere l’ascensore, percorrere distanze a piedi anziché in auto o in un bus, laddove possibile.

Foto tratta dalla rete

 

Sedentarietà
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