La Memantina Blocca Abbuffate Compulsive: Scoperta Italiana

La memantina potrà bloccare la bulimia.

Sono davvero tante le persone che soffrono di abbuffate compulsive e bulimia, e che sono anche capaci di svegliarsi nel cuore della notte, aprire il frigorifero o la dispensa e ingerire impressionanti quantità di cibo.

Il problema, che sicuramente è di origine psicologica ma ha delle ovvie ricadute – anche gravi – sull’intero organismo, potrà presto essere affrontato con l’aiuto di un farmaco, la memantina, che viene comunemente usato nel trattamento del morbo di Alzheimer. Come riporta Wikipedia, la memantina è un farmaco che agisce sul sistema glutamatergico e che ha dimostrato di poter ridurre temporaneamente il deterioramento cognitivo proprio della malattia di Alzheimer.

La memantina, stando a una scoperta dei ricercatori Pietro Cottone e Valentina Sabino della Boston University e pubblicata sulla rivista Neuropsychopharmacology, potrebbe essere molto efficace nel bloccare ingerimenti compulsivi di cibo:

Abbiamo testato gli effetti della memantina sulle abbuffate compulsive e trovato l’area del cervello che rende possibile l’azione del farmaco.

La sperimentazione è stata effettuata tramite delle cavie di laboratorio che sono state indotte ad abbuffarsi di cibo tramite la somministrazione di alimenti ricchi di zucchero, che hanno innescato un processo compulsivo. Quando a questi topi è stato somministrato il farmaco, appunto la memantina, essi hanno subito smesso di mangiare. La memantina, dunque, oltre ad arrestare le abbuffate, inibisce anche il desiderio irrefrenabile di cibo e la perdita di controllo in merito (elemento che costituisce la compulsività).

Il ricercatore Pietro Cottone ha dichiarato nell’articolo sulla rivista scientifica che il farmaco in questione agisce nel nucleo accumbens.

Il nucleo accumbens, ovvero la formazione neuronale contenuta all’interno del corpo striato, è stata già in passato oggetto di numerosi studi riguardanti la bulimia e le abbuffate compulsive, e questa ricerca non fa che confermare ulteriormente il suo ruolo di primo piano in questo problema.

Foto tratta dalla rete

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