Suicidio: Rischio Aumenta Dopo Esposizioni all’Inquinamento

Un nuovo, scioccante, studio ha messo in relazione l’inquinamento delle città con il suicidio di uomini di mezza età.

Una ricerca pubblicata sulla rivista The American Journal of Epidemiology, ha messo in evidenza i fattori di rischio per il suicidio, che sono anche chimici e meteorologici.

La ricerca, guidata dalla psichiatra Amanda Bakian della University of Utah, si è basata su altri studi della Bakian, risalenti allo scorso aprile, che avevano messo in luce la relazione tra le polveri sottili e il biossido di azoto nell’inquinamento dell’aria e un aumentato rischio di suicidio.

Questa nuova ricerca evidenzia come anche l’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico possa portare all’insano gesto. Si è scoperto questo studiando i dati dei residenti di Salt Lake City che sono morti per suicidio tra il 2000 e il 2010. La maggior parte dei suicidi erano uomini tra i 36 ei 64 anni di età.

La psichiatra Bakian ha esaminato il record di più di 1.500 suicidi a Salt Lake County tra il 1 Gennaio 2000 e il 31 Dicembre 2010, e ha scoperto che le probabilità di commettere il suicidio sono state del 20% più alte per le persone esposte a un aumento dei livelli di biossido di azoto nei due o tre giorni prima della loro morte. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che il rischio era più elevato durante la primavera e l’autunno.

Il nostro prossimo passo è quello di determinare in modo più dettagliato esattamente quali elementi – quali fattori genetici e socio-demografici siano responsabili dell’aumento della propria vulnerabilità al suicidio a seguito di esposizione all’inquinamento atmosferico.

Questo non significa che vivere in una città inquinata provochi il suicidio, ma che i livelli alti di smog potrebbero interagire con altri fattori.

Foto tratta dalla rete
Fonte: sciencedaily.com

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